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05:55
seconda parte
part 2
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Added: 2 years ago
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04:00
Direttamente dal Blocco A, lo studio in cui e' nato il disco di debutto dei MrBizarro & The Highway Experience
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00:37
MrBizarro Live
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03:41
per non dimenticare
un video...una canzone...la rabbia...e ancora stiamo male......lasciateci gridare...non ci avrete mai....come volete voi.....Segreto di Stato:
a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la
Polizia al G8 del 2001
La censura da parte dei media è stata rigida ed
assoluta: della sentenza di Genova non si doveva
parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il
Manifesto e dovrebbe spiegare perché.
Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa
a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi
della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione.
Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni,
pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il
pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel
pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di
militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani
alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu
massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic!) che
non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di
Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la
selvaggia repressione genovese -e la cortina di menzogne
sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di
tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò
viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.
Si inizia a confermare in via processuale quello che
chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno
criminale selettivo da parte di apparati dello stato.
decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono
spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?
Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra,
Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico,
colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei
pescecani rinchiusi
nella città proibita, che si era riunito intorno
alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa
Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre.Riporto nel sito l'articolo dell'eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?
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Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i
manifestanti: "Non furono iniziative isolate" G8, condannato il
Ministero - Missionaria picchiata, risarc
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