Il maggior pregio della chiesa Immacolata Concezione di Palagonia (CT)era costituito dall'altare Maggiore, su cui campeggiava il monumentale ciborio in legno e madreperle, con struttura piramidale su quattro livelli, e sette nicchie contenenti le sculture in miniatura raffiguranti la Madonna e santi francescani, opera del '700 di Frà Cherubino d'Aidone. Nel terremoto del 13 dicembre 1990 subisce alcuni danni che ne causano la chiusura; da quel momento ha inizio la lunga e incresciosa storia di abbandono e di degrado di quello che rappresentava certamente uno dei più interessanti gioielli del patrimonio monumentale, non soltanto della sola città di Palagonia, ma di tutto il comprensorio. Ha inizio una lunga vicenda burocratica che vede la Soprintendenza ai BB. AA. CC. di Catania e la Curia di Caltagirone, scaricarsi di volta in volta il ruolo competente. Vengono di anno in anno annunciati gli ennesimi finanziamenti per il restauro, fatti dei sopralluoghi, e intanto la chiesa diventa mano a mano covo dei piccioni e non solo... Viene impedito ai cittadini di porre al sicuro le opere d'arte in essa contenute, le quali vengono lasciate alla mercé dei ladri, che di volta in volta le vanno derubando. Nel decennio che segue, vanno scomparendo le artistiche lampade pensili, poste ai lati degli altari; le tele del '700, di cui ne vengono recuperate soltanto alcune, tra cui quella del Vaccaro, quella raffigurante S. Pasquale e quella con la Madonna e i santi Gioacchino ed Anna (gettate tra le sterpaglie dietro la chiesa) e attualmente custodite nella Chiesa Madre. Vengono asportati i marmi policromi che ornavano gli altari laterali, profanata la cripta sottostante, e così via...fino all'ultimo, e più grave furto: il Tabernacolo ligneo che tanto vanto costituiva! Il furto di quest'ultimo avviene intorno al mese di agosto del 2000, ma ne viene fatta segnalazione soltanto due mesi dopo, tra lo sconcerto di una città che vedeva in esso l'ultimo gioiello di cui poteva dirsi orgogliosa.
Added: April 21, 2008 Runtime: 02:28 Plays: 386 Comments: 0
Il maggior pregio della chiesa Immacolata Concezione di Palagonia (CT)era costituito dall'altare Maggiore, su cui campeggiava il monumentale ciborio in legno e madreperle, con struttura piramidale su quattro livelli, e sette nicchie contenenti le sculture in miniatura raffiguranti la Madonna e santi francescani, opera del '700 di Frà Cherubino d'Aidone. Nel terremoto del 13 dicembre 1990 subisce alcuni danni che ne causano la chiusura; da quel momento ha inizio la lunga e incresciosa storia di abbandono e di degrado di quello che rappresentava certamente uno dei più interessanti gioielli del patrimonio monumentale, non soltanto della sola città di Palagonia, ma di tutto il comprensorio. Ha inizio una lunga vicenda burocratica che vede la Soprintendenza ai BB. AA. CC. di Catania e la Curia di Caltagirone, scaricarsi di volta in volta il ruolo competente. Vengono di anno in anno annunciati gli ennesimi finanziamenti per il restauro, fatti dei sopralluoghi, e intanto la chiesa diventa mano a mano covo dei piccioni e non solo... Viene impedito ai cittadini di porre al sicuro le opere d'arte in essa contenute, le quali vengono lasciate alla mercé dei ladri, che di volta in volta le vanno derubando. Nel decennio che segue, vanno scomparendo le artistiche lampade pensili, poste ai lati degli altari; le tele del '700, di cui ne vengono recuperate soltanto alcune, tra cui quella del Vaccaro, quella raffigurante S. Pasquale e quella con la Madonna e i santi Gioacchino ed Anna (gettate tra le sterpaglie dietro la chiesa) e attualmente custodite nella Chiesa Madre. Vengono asportati i marmi policromi che ornavano gli altari laterali, profanata la cripta sottostante, e così via...fino all'ultimo, e più grave furto: il Tabernacolo ligneo che tanto vanto costituiva! Il furto di quest'ultimo avviene intorno al mese di agosto del 2000, ma ne viene fatta segnalazione soltanto due mesi dopo, tra lo sconcerto di una città che vedeva in esso l'ultimo gioiello di cui poteva dirsi orgogliosa.
In occasione della Vetrina Promozionale del Territorio 2007, una Mostra articolata in due sezioni: Archivio Fotografico, con un ricco corredo di immagini d’epoca provenienti da varie collezioni private, che mostravano una Palagonia “come era ieri”; e Concorso Fotografico, con ben 91 foto presentate dai 31 concorrenti, che mostravano una Palagonia “come si presenta oggi”. Presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città.
il pozzo blandini è uno splendido esemplare di architettura contadina del XIX secolo, si trova alle porte di palagonia (CT), immerso nei lussureggianti agrumeti.