Non vidi cadaveri baciarsi di Nuove Forme di Poesia, testo di everTRIP (Paolo Ferrante)
Una Produzione ecopoetico & NFDP (2009)
NON VIDI CADAVERI BACIARSI
Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero per
le cose che tornano.
Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero per
le cose che tornano.
Come l'inverno che giace
in primavera.
Come l'inverno che giace
in primavera.
Non vidi cadaveri baciarsi sulla luna,
esplosa, livida di mestizie,
gravida di certezze,
come paglia (probabilmente)
arderemo di dolcezza,
come paglia.
Il dottore, certo,
il dottore non avrà dubbi:
sulle soglie dello sterno
sarà tolta la condanna
del fiore interno (probabilmente)
tolta la condanna,
del fiore interno.
Added: July 10, 2009 Runtime: 03:25 Plays: 41 Comments: 0
Atena stanca di Nuove Forme di Poesia, testo di Veronica Liga
Una Produzione ecopoetico & NFDP (2009)
ATENA STANCA
Atena oggi è stanca
si toglie l'armatura.
Si chiudono le mura
la piaga si spalanca.
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera.
Sussurra la civetta
l'amica più fedele.
Si scivola sul fiele
salendo per la vetta.
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera.
Non ti farà del male
calmare questo affanno.
Nemici immortali
domani torneranno.
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera
Atena oggi è stanca
Atena oggi sclera
se fai cosi ti manca
la forza quella vera.
Non vidi cadaveri baciarsi di Nuove Forme di Poesia, testo di everTRIP (Paolo Ferrante)
Una Produzione ecopoetico & NFDP (2009)
NON VIDI CADAVERI BACIARSI
Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero per
le cose che tornano.
Hai perso il punto di vista
e ti chiedi perché tace
chi sta in pensiero per
le cose che tornano.
Come l'inverno che giace
in primavera.
Come l'inverno che giace
in primavera.
Non vidi cadaveri baciarsi sulla luna,
esplosa, livida di mestizie,
gravida di certezze,
come paglia (probabilmente)
arderemo di dolcezza,
come paglia.
Il dottore, certo,
il dottore non avrà dubbi:
sulle soglie dello sterno
sarà tolta la condanna
del fiore interno (probabilmente)
tolta la condanna,
del fiore interno.
Il Deserto di Nuove Forme di Poesia, testo di Luciana Manco
Una Produzione ecopoetico & NFDP (2009)
IL DESERTO
Ogni sacramento nel tempo raffermo,
ogni primo giorno, ogni ultimo.
Ogni passo falso, ogni colpo al cuore,
per centoventi anni a oltranza.
Per le due sedie intorno al nostro divagare,
per la canzone che ti accende gli occhi,
per le mura trasparenti del tuo orgoglio:
Amami e torna, amami e torna
che ho da offrirti soltanto il deserto.
Amami e torna, amami e torna.
Che ho visto il volo delle aquile dirottare
e ho un pomeriggio che cuce le notti
e paracaduti di fazzoletti.
E lunghe nenie in fili a labbra chiuse
mentre gli uccelli punzecchiano le vesti di Maria.
E la mia pelle invece è una divisa
sottolineando d'unghie i miei racconti,
ricordi il pianto smarrito nella tua mano?
Ho smesso di parlare quando ho iniziato.
E la mia penna ha inchini di riconoscenza
per la mia decenza persa.
Amami e torna, amami e torna
che ho da offrirti soltanto il deserto,
amami e torna, amami e torna,
che ho da offrirti soltanto il deserto,
amami e torna, amami e torna,
che ho da offrirti soltanto deserto,
amami e torna, amami e torna,
che ho da offrirti soltanto il deserto.