METROCUBO
teatral rialitì
all’interno di
“Collinarea Festival 09″
25 Luglio 2009 - ore 22.15
presso Cortile del Vicariato Castello di Lari (PI)
un progetto di e con Roberto Caccavo
collaborazione di Andrea Cosentino
progetto scenico Ida Ballerini e Roberto Caccavo
scenografia Eva Sgrò
musiche Massimo Liverani
video Luca Privitera e Jean François Fardulli
organizzazione Chiara Fallavollita
produzione 2009 Babalush e Capesante
co-produzione AREA06 e Collinarea Festival 09
in collaborazione con Rialtosantambrogio e Associazione Culturale Arteriosa
Finalista Premio Lia Lapini, Festival Voci di Fonte
Ho difficoltà a riquadrare le cose.
Un uomo in scena con il proprio microcosmo abitativo, un metro-cubo o poco più di casa dove vivere, un rifugio segreto dove nascondersi, un minimo necessario garantito, un’isola mentale e fisica, una prigione, una tomba per vivi, un non-luogo claustrofobico o di liberazione.
Un uomo in scena con la propria vita, la propria storia.
Un uomo a cui non è stato detto di essere quella sera l’unico protagonista di uno spettacolo che non esiste.
Questo è un (non) spettacolo della precarietà, del teatro e della vita o della vita del teatro o del teatro della vita o della vita in teatro; è una presa di posizione, è un vero reality, un progetto sulla quotidianità, il piano emblematico di una società dell’esclusione, è l’estrema conseguenza che si traduce in grottesca, solitaria, litania popolare.
All’interno della casa, oltre all’attore in carne e ossa, vivrà come entità virtuale l’implacabile tivvù di Andrea Cosentino: l’autarchico-demenziale Telemomò, una prospettiva sghemba e paradossale sul voyeurismo dello spettatore.
“…ed è proprio in questi tempi che si materializzano piccoli sogni,
è come se ti venissero a cercare loro.”
Added: August 29, 2009 Runtime: 12:18 Plays: 44 Comments: 0
METROCUBO
teatral rialitì
all’interno di
“Collinarea Festival 09″
25 Luglio 2009 - ore 22.15
presso Cortile del Vicariato Castello di Lari (PI)
un progetto di e con Roberto Caccavo
collaborazione di Andrea Cosentino
progetto scenico Ida Ballerini e Roberto Caccavo
scenografia Eva Sgrò
musiche Massimo Liverani
video Luca Privitera e Jean François Fardulli
organizzazione Chiara Fallavollita
produzione 2009 Babalush e Capesante
co-produzione AREA06 e Collinarea Festival 09
in collaborazione con Rialtosantambrogio e Associazione Culturale Arteriosa
Finalista Premio Lia Lapini, Festival Voci di Fonte
Ho difficoltà a riquadrare le cose.
Un uomo in scena con il proprio microcosmo abitativo, un metro-cubo o poco più di casa dove vivere, un rifugio segreto dove nascondersi, un minimo necessario garantito, un’isola mentale e fisica, una prigione, una tomba per vivi, un non-luogo claustrofobico o di liberazione.
Un uomo in scena con la propria vita, la propria storia.
Un uomo a cui non è stato detto di essere quella sera l’unico protagonista di uno spettacolo che non esiste.
Questo è un (non) spettacolo della precarietà, del teatro e della vita o della vita del teatro o del teatro della vita o della vita in teatro; è una presa di posizione, è un vero reality, un progetto sulla quotidianità, il piano emblematico di una società dell’esclusione, è l’estrema conseguenza che si traduce in grottesca, solitaria, litania popolare.
All’interno della casa, oltre all’attore in carne e ossa, vivrà come entità virtuale l’implacabile tivvù di Andrea Cosentino: l’autarchico-demenziale Telemomò, una prospettiva sghemba e paradossale sul voyeurismo dello spettatore.
“…ed è proprio in questi tempi che si materializzano piccoli sogni,
è come se ti venissero a cercare loro.”